Crea sito

mani rese

gennaio 10th, 2012 § 6 comments


.

Quanto andare per tensioni
mani nella sferza delle molle
e dove ti pensi, quanto più tirato, inafferrabile
arriva lo spezzarsi degli anelli
nervi come cinghie slabbrate di satelliti.

*
ogni tanto la morte mi coglie in mille faccende
al più sopraggiunge, prendendomi di fronte.
Di prodigioso nessun segnale d'allarme
vicino all'argine continuo a piegare le calze
o cose del genere. Però le dita rimangono morbide
non tocco, né sposto il cadavere.

*
è che nessun raggio mi corre
passa le bende, tira le mani.
Non ci sono interruttori
e i pianeti prigionieri arrivano
in ritardo dal passato
come un suono di grammofono
come un bacio
che ti riporta dolce nel vano.

*
le mani atterrano per prime
e dopo che cadute, continuano a salire
(in alto un cielo minore che pesi poco come la neve)
ad un certo punto della creazione
fatte non per splendore, ma per posarsi  ovunque
api di polvere in polvere. Beato polline.

.
.

Tagged

§ 6 Responses to mani rese"

  • Giancarlo locarno scrive:

    E’ come se durante lo scorrere routinario del giorno si rompesse una cinghia di trasmissione dell’automobile.
    Anche quando meno ce lo aspettiamo in mezzo alle faccende come il veicolo ci fermiamo nell’attimo di piegare le calze o cose del genere.
    Il cosmo dei pianeti è in ritardo e anch’esso sembra fermarsi.
    Siamo diventati la famiglia Adams, ma la mano esce dalla scatola e riparte per prima.
    Come la colomba di Noè si accorge della fine del naufragio, allora il polline è la povere delle primavere che si stanno formando nel crogiolo.

    giancarlo

  • margherita ealla scrive:

    Giancarlo, come al solito, mi restituisci una lettura bella, ricca di rimandi e suggestioni. Grazie mille e, a proposito, Buon Anno!

  • frantzisca scrive:

    Vanno da sole le mani
    il pensiero distante in voli a volte desiderati, a volte invasivi…
    ma loro vanno nell’automatismo quotidiano, e basta niente a farle ricadere dalla sconsolazione, ma basta ugualmente poco a farle alzare in volo, o per sentirsi vivi…
    oppure lèggere queste tue mani per trovarci un universo, e la grandezza di Piccolofiore.
    Quanto polline in te Margherita.
    Con le mani ho distrutto delle cose, ma non sono riuscita a distruggere ciò che rappresentavano, e ciò che mi evocava la loro vista.
    Un bacio

  • margheritaealla scrive:

    è meraviglioso il tuo commento Francesca, troppo bello davvero, soprattutto nella parte finale… che fa male, ma quanto vera e scaturisce!

    un abbraccio grande grande

  • Q scrive:

    Versi bellissimi, complimenti. Basterebbe la prima strofa. E invece no, non si esaurisce.
    Quel “cielo minore”, poi, mi ha ricordato l’ “inferno minore” di Claudia Ruggeri.
    Con sincera stima.

    Q.

  • margheritaealla scrive:

    Grazie Q, dell’apprezzamento (mi piace molto e mi ritrovo nel tuo riferimento a Claudia Ruggeri, anche se non ho pensato al “suo inferno minore” mentre scrivevo).
    [Q. mi fa venire in mente il libro omonimo di Luther Blissett/Wu Ming...] Un caro saluto

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

What's this?

You are currently reading mani rese at margherita ealla.

meta

Create blog