dal dentro in fuori

gennaio 30th, 2014 § 4 comments

Dal dentro in fuori, la cantilena dei respiri.
Bagliori azzurrini. Piccoli puledri
per il materialismo delle mani
sottoposte agli sfoghi della crosta terrestre.
Come certi metalli, all’aria ossidano
per la maggior parte.
Parola che tremi, e tuttavia che voli
i respiri sono i tuoi mietitori. Morti o vivi
in alto i semi.

*

Tu sei quello che scrivi
rovi e diramazioni
di una fiala spezzata sulla lingua

una segreta formula
della vanità di ogni presa
che mescola urina, acqua di rosa…

*

Parola d’esterno, la lingua un bargiglio
ascoltarsi canto del gallo, non ancora chiarore.

Ecco cosa succede.
A fior di penne o piume
dare alle cose un nome.

Ma solo per la delizia da pagina bianca
la parola canta. E ti tocca, e tu tocchi lei.

§ 4 Responses to dal dentro in fuori"

  • malosmannaja scrive:

    che bello ritrovarti qui (anche perché per mail non mi rispondi mai, vabbè…)
    espirare parole: muore qualcosa (mietuto dal respiro) ma nasce la voce (e la parola canta). morti o vivi, in alto i semi e la semiotica, in alto la comunicazione (segni linguistici o non linguistici) nonché la ricerca di sensi (semiosi, semi osi, eh… difatti chi non risica non rosica).
    ci trovo un tornare a riempire la pagina di se e di sé: “tu sei quello che scrivi”… eh, sembrerebbe tutto così facile, non fosse che dopo non riusciamo più a leggere ciò che il codice custodisce (la formula segreta). e allora resta la confezione esterna, le vanitose penne di pavone a far sfoggio di autoerotico autocompiacimento (“E ti tocca, e tu tocchi lei”).
    deliziosa e ficcante ossidazione
    : )

  • Giancarlo Locarno scrive:

    Il contatto delle nostre superfici con quella aerea del mondo genera ossidazioni, giovani respiri rovi e diramazioni. Il processo è un’osmosi che segue una formula segreta. Nasce la sensibilità diffusa dei nervi a fior di penne, e lo scambio del piacere scopre la sua reciprocità.

    (peccato non rispondere al richiamo del malos :)

  • E’ un ritorno atteso, per me è molto bello “accedere” alle tue dinamiche interiori, il tuo rapporto con la parola, l’evento poetico, come lo senti ( e mi pare di sentirlo identico, lo immagino ascoltandoti, dentro nel centro): è una descrizione così sottile e ben pronunciata, prima percepita e poi realizzata in un acquerello filosofico (anche)… belli belli i tuoi puledri…

    un abbraccio Marg

    D.

  • margheritaealla scrive:

    Grazie davvero. Avete uno sguardo speciale. Mi siete cari. Un abbraccio.
    ps: Giancarlo, ho poi risposto al malos.

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