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continuazioni di agosto

agosto 31st, 2012 § 2 comments


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per una storia prepara la pianura, la primula
di gola che se ne ricava. Ma la terra è nera
sul bianco dei denti principianti. Adesso stringi
esce un filo di collina
un uomo che in alba o via di sua inflessione
dà all’occhio tessitore il proprio cerchio infernale.
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Ma il nulla è già al portatore
gli viene detta la caduta in fuori, nell’abisso
come l’ossessione del guardiano che gira le stanze di uno
a scacciare l’intruso. Ma la percussione non è di palmo locale
esattamente di cantico interiore. C’è del cinico e del
sussulto più epidermico, come una forma diffusa di specchio
e di attracco porto a porto.
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o in tanta selva disfatto
per indugio e struggimento
il cervello piccolo chimico
della bella bestia inclina
a una sola mistura
girando nella voliera
fango fango della sua tela
ma senti che suona
fra carne e ossa
come una foglia secca
la parte di una carezza
o di un colpo che stacca
una parte al tutto che si ricrea
oh alla fiera
che è nostra causa
di filigrana.
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o alla moviola.
Com’è la terra che aspetta foglia dal microbo soave
per esigenza di creazione
tenendosi alla prima personale singolare
entra ed esce dalla carne nel proiettile delle fioriture
e questo devi averlo toccato, anche sul guscio
che la fiamma riverbera vuoto, e il fuoco stesso
vivente di ramo in ramo, in mezzo al nero, sa
di essere dentro il mirino, tra mille fogliuzze
come la bestia di scaglie che monta il cielo.
Al solito, dunque, senti invano: il tuo Dio si esercita da solo
l’azzurro è puro, dà capogiro e le nuvole di alluminio
tremano, in vivo al colpo.

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[ testi a continuare quelli pubblicati da Fiorella D'Errico QUI ]

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§ 2 Responses to continuazioni di agosto"

  • Giancarlo locarno scrive:

    Sarà la malinconia dell’agosto che fa procedere a salti nel micro e nel macro cosmo, come una pallina nel flipper tanto “quello che c’è in alto è come quello che c’è in basso”. le chimiche maggiori si imparano col piccolo chmico, tanto le logiche sono le stesse per la stanza, le colline e il cantico interiore. Il viaggiatore è il portatore del nulla, ma il nulla essendo il non esistente non esiste, anche se fa capolino confuso col nero,
    nel parallelepipedo della stanza dove crepitano le carabattole o nella semisfera delle colline dove strpitano le foglie, come una delle mille forme del proteiforme.

  • margheritaealla scrive:

    grazie Giancarlo, moltissimo. Grazie moltissimo- Come sempre bellissimo il tuo commento.
    margherita

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