dove come perché
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dentro la storia si afferra una piccola zolla
che dopo avere viaggiato e a lungo sentito
non poteva bastare. Ali abbandonate sulle sedie
cautamente quotidiane, fremono ancora prove
e a seguire
vento che non sa dove squarcerà lo spazio
non ancora stretto.
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E come sarebbe anni dopo il padre
siede con il figlio nell’incavo
del piccolo centro, non trovando odore.
Temporale è il sole e rientra nell’origine.
Non c’è falso d’immagine sulla panchina
perché terrena la madre diventa grande
e ogni morte imitante ne stringe una
l’uno sull’altro, l’onda la riva
c’è qualche riparo all’insidia
la terra salvata per mano per strada.
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E come sarebbe l’architettura di un uomo:
al luminoso perché ognuno appartiene
ad un vento intensivo, non a un piano regolatore.
È autunno, spira da ovest, con tutto il suo guanciale
vita e morte insieme si soffocano di premure
e in questa illustrazione ogni permanenza in fiore
nel petto le strettoie dove le radici pescano e creano disturbo
udite udite il dubbio: il perché di un mondo curvo.
Come da tanto spirito.
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appena di neve
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Da un lato l’ala sepolta è il primo indizio
per chi con la lampada cerca sotto il chiarore
la mano dalla ferita inguaribile è appena sopra la neve
l’altra che è più reale segue il dolore.
Invecchia con il bambino che ne raccoglie le piume
e le conserva nel libro.
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di più, ti è chiara la neve
che imbeve il fogliame dei tetti
a lungo in preda a noi stessi
per non spezzare la casa
E sotto la franca distesa
non già compagnia nebulosa
dei cari superstiti
ma il vestimento di oggetti
tramandanti vivi, presi in ostaggio
terreni.
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poi sull’altro versante i bambini turbinosi
sbucano dai cappelli, scivolando di neve
coi sacchi per l’immondizia
questa la fanciullezza inamidata dal ghiaccio.
Dentro il calore scomparso il fuoco è possibile
inaugurato da un semplice soffio di un astro
di un polmone che rosso, quando è piccolo
tieni avanti la sciarpa o la mano per non perderlo.
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su neobar il post con pdf di tutti gli Auguri scomodi
su viadellebelledonne il pdf Albero del futuro con tutti i rami poesie


ferite inguaribili e neve rossa e bambini come conigli dai cappelli
e poesia come solo Margherita…
ci si arrende ai tuoi testi, in tutti i sensi
nel fuoco d’artificio dei tuoi versi.
buon anno nuovo, cara amica poeta
un abbraccio
cri
La tua poesia cattura perché ha un’atmosfera fiabesca, eppure, come nelle fiabe, c’è tanto di noi umani. Ciao Margherita, buon anno.
Io so dirti solo: grazie per quello che ci dai, per la meraviglia che sei. Il resto te l’ho detto altrove….Baci
Rossella
grazie Cristina (sempre generosa…) e Fiorella (benvenuta!) e grazie a Rossella che con gioia rivedo, oltre alla gioia di ciò che ha detto. Buon Anno e Buona Poesia a voi!
Sei sempre il mio Piccolofiore, Piccolofiore dalle infinite meraviglie.
Un caro abbraccio
grazie Francesca! un bacione…