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animalamare

giugno 10th, 2012 § 2 comments

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tutto nel lasciarmi prendere è estate
e la distanza dal sole che si riconosce
essere altissima sorgente, avvicinarsi oltre
le punte di colore, stringere brulicare
della bellezza madre, la tua barba
che sfregando mi arrossa come un colpo di sole.
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*
[il tuo gesto si inscrive nei cerchi
che gli amanti da sempre millenni
scostando la ciocca di capelli
fino ai luoghi più impervi dormirvi
fuori culla il raggio che estranei]
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*
nello scuro dei monti
fra i miei capelli barcolli
e non sai se gli inverni hanno lasciato
picchi nevosi per il tempo che passa
(è fra noi e pronuncia le ossa)
.
Così una coperta di terra è materna
ti tiri i miei capelli sul viso, grato
di essere stato raggiunto
e come un cuculo adesso il tuo gesto
nel nido, senza la forza di andare, riverso
.
poi di nuovo è un qualunque ragazzo
con il busto proteso.
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.

*
Il sole nella ripetizione della sua nave gialla
agitata ampolla che nel dormiveglia alterna
i nostri spazi lenti e la dinamica dei sensi
pronti a moltiplicarsi
.
e piano con i propri zoccoli su queste teche d’oro:
il ciuffo dischiuso del mattino (sia il mio che il tuo)
è un piccolo puledro.
Strano, premendo dolcemente, riportarlo a inchiostro.
.
.

*
……………………………………[infine nella valletta...]
.
sei qui. Adesso. Il bacio come un cerbiatto
che io avvicino.
Ma guarda , l’infanzia risponde
in modo eversivo, e in qualche punto
del buio, si mette avanti – e indietro -
mi porta ad un abbellimento indolenzito
Quanto poco domestico questo bacio
sacro accerchiarlo.
.
.

*
[Anche l'autunno del tuo petto largo
mi trascina nella sua cascata.
O la nostra durata – da bocca a bocca-
una volta sola non basta.
Se fosse una freccia non smetterebbe di puntare
e il tempo non capace più di marginare]
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§ 2 Responses to animalamare"

  • malosmannaja scrive:

    intensa vitalità animale, quasi un panteismo naturalistico, amando soprattutto il paesaggio (un congiungersi carnale con la tua terra in tutta la sua ricchezza lussureggiante) e il tempo (dal giovane puledro ai picchi nevosi di chiome incanutite).
    ecco dunque che il lasciarsi prendere iniziale diviene un moltiplicarsi (più o meno sensuale) dei sensi lungo il sentiero (tipico della tua dinamica compositiva), ovvero un vero e proprio manifesto dell’universo eallaigammo, dove il chiaroscuro prevale sia sulla luce che sull’ombra e la poesia della rosa non manca mai di spine pungenti e puntanti. bella e meritevole di nota a sé stante, la costruzione “il tempo non capace più”.
    da leggere e rileggere e rileggere, ché la meraviglia una volta sola non basta.
    : )

  • margheritaealla scrive:

    Centrata Malos carissimo! Hai ragione, Anch’io credo che “l’universo eallaigammo”, se ne esiste uno :), sia questo, stare immersa nel “tempo non capace più”
    un bacio per te.

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