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marzo 1st, 2014 § 4 comments

 

Amore sii terrestre, non andartene.
Entrambi come bestie o in pieno fiore
attraversiamo il luogo comune di ogni bene
poi ognuno si dovrà abbandonare.

*
ormai chi è nato è nato, può anche finire di strillare.
Al principio non c’è fine, le strade ritornano colline
tavolozze di nebbia lancinante.
Vieni amore mio sotto le palpebre
al buio non c’è niente, lascia il nastro dell’attendere
e pensa l’occhio nel colore: celestiale.
A pochi mesi diventa definitivo, assesta il mondo
lo stacca da sé, piano.

*
scoprirsi soli nella gelatina degli umori
con pochi rami dalle foglie che infittiscono.
Può darsi l’occhio nervatura chieda un frutto
nel tempo spazio della grande madre.
La pupilla infatti adora il pane delle immagini che inghiotte.
Il nocciolo che emerge regna sulle acque.

*
Non che sorgano infelicità
sfinenti, in qualche modo sono protettive
La loro lagna incline alla prima spiaggia dell’orecchio
Venire allo scoperto, avere altre voci
I rami tremano ai giorni profondi dei fuochi
erano anche baci, scrosci, che tutt’intorno dissipi.
*

 

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