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preludio

gennaio 27th, 2011 § 11 comments § permalink

Mikalojus Konstantinas Čiurlionis   "Angelas preludias"

*
perché anche distesi sull'alto cuscino del nudo
bellamente pieno di fremiti e lunghi piumaggi
prima che sia troppo tardi
suddivisi i muscoli fra le varietà dei giorni
rifuggi dai meccanismi, in luogo di empiti
stelle a cercarli.

*
il nostro dialogo sospeso come un sughero
naviga il tremito, precorre il mare. Da lì le bocche
sono l'equatore, dispongono l'ala dei denti tutta assieme
per chi si attraversa e nella plancia ha un volo di colomba
che forse non ritorna, ma al quale non si può porre resistenza.

*
separo le braccia e le gambe per accoglierti, non il cuore
non è bello da spezzare, anche se lo si fa col pane
perciò rimane insieme tutto intero, rosso scuro
con un becco sempre in cerca di cibo.

* [cespuglio]

Tanti piccoli baci in presenza di cielo
costruiscono il nido
portando il bosco di ognuno nel becco.
Quale sia l'ordine scelto
dove il tratto più asciutto per deporre le piume
(avere fame e talvolta dormire fra antiche catene)
nell'attimo d'ala l'eternità si separa
poi torna, senza avere desiderato nulla
più di un covo di capelli profondi sulla spalla.

estrazioni

gennaio 20th, 2011 § 8 comments § permalink

Tiepolo    Il cavadenti

Su di un treno che corre
puoi pensare alle volte
che il viaggio è entrato sottopelle
non con il bruciore di un fulmine
ma con l’assieparsi del verme
che scava le nostre città minerarie
 
 
 
 
*
Fuori la bocca il freddo incrosta ogni lieta novella
sbatte la tavola periodica che lo studente addenta
insieme alla speranza di mettere la lingua in lei
più a fondo.  Passa d'identità il modello ergonomico
di un io pescato a caso, come un calzino spaiato
probabilità alla mano.
 
 
 
*
Il volto che intacca la foschia del mattino
negli occhi ha un rigo per fasi lunari
di luce che rimane sui rami anche se ghiaccia
avvolgendo il mondo che nasce con la sua sciarpa.
 

 
*
al dolore nessuno sa porre rimedio
ma come sopporti. Certi luoghi dei morti
o gli abissi sono più giusti
nessuna moneta che cade
gira la faccia, fa rumore.
 
 
 
 
*
I morti compongono i fili
che ogni cruna riporta ai bagliori
ripassando i disegni col proprio.
Sul vasto tappeto la terra cala sottile
freme a poche spanne d’amore
che solleva le frange e distingue
ogni piccolo punto, lo svolge.

 

issuu n.3

gennaio 6th, 2011 § 13 comments § permalink

Ringrazio Paola Lovisolo per la gentile concessione delle immagini

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