Crea sito

interiore

dicembre 24th, 2010 § 13 comments § permalink

H. Matisse Interno con custodia di violino e libro nero

il libro del pube, di ogni gamma in tralice
aperta nel leggero scostarsi delle veglie
ad un certo punto dipinte, lasciate libere di sorgere.
Di nuovo la silloge che alla metà dell’amore
non ha alcuna intenzione di finire
volge alle lune, sebbene spingendosi oltre

 
*
Sei in me, e noi che fummo
in bacche chiuse e senza appello
messi sul bianco dei lenzuoli
rovesciati nudi dai guanti interiori
 
nel mio sorriso dove ti aggiri
cercando i laghi dei nomi primi
le matasse di nubi che ancora premi
per sigillare la bocca dei ragni
 
poi che chiari lo si è più lentamente
non basta levarsi dalla carne, rimane il sangue
che passa e torna, non già ammaestrato.
 

 
*
nell'amore siamo infanti, ma cresciamo teneramente
se mi tocchi dove è grande il regno del sensibile.
Perché quasi tutto è esanime sottoposto al peso del sembiante
né si conoscono a priori le cadenze dove la pelle vibra dolce.
L'amore  impraticabile, eppure sulle linee della mano
da qualche preciso segno scorre sottile, in corpore di scie
di lei che fugge esplode
né aperte sfere mostrano migliori architetture
né arie di attacco portano al suono così vicino.

 

in materia

dicembre 9th, 2010 § 10 comments § permalink

di questa sudditanza di ombre vive
che si spostano nei fori frammentari
difficili le finalità spirituali
o i righi più espressivi.
Il bianco è una summa di colori
screpolati alcuni, altri più omogenei
la forza impositiva viene dai materiali
e intorno dalle nubi.
 

 
*
non meno calmo il luogo
con un colpo di sonno toglie il respiro
e abitare la risonanza del muro
quando filtra ciò che tace in disparte
la testa inaudita sulle mappe
che stride forte.
Dove la polvere muove le sue frecce
le voci riaperte, senza più punte da latte.

*
la lotta per un tozzo di creta
da rivestire con la pelle d'oca
con la battuta di dita che possa
instaurare il respiro.
Ciò che udiamo dal fondo impero
sovrasta la stazza di un mondo che fluttua
Quando la grafia si smorza
la paura che i cardini d'arpa
non aprano i suoni per il vicino
al limite che non passi nessuno.
 

 

neve e sotto sotto

dicembre 2nd, 2010 § 8 comments § permalink

Pilotta Hsiao

 

 
la terra nella stretta nevicata
sprigiona l'erba impugnata prima di andare sotto
come il possibile osso di un sepolto vivo
l'appuntito balbettio che non trova il chiaro
né lo scuro, né altro antidoto al venire meno.
 

 
*
che stare sotto, tutto il sangue ridosso
al tempo che prende un lacerto del prigioniero
lo mostra al giardino sul quale è calato.
Succede il bulbo arioso, la libertà di fare fuoco
scagli il germoglio come un giocattolo
la mano che coglie  buca il cesto.
 

 
*
andando dentro e a fondo, proteso per il ritmo
di un bianco, un bianco acido, mentalmente sollevato
a parete per il topo che si aggira
morde un raggio come fosse oro e nella schiuma
serve supporre ad ogni stimolo – risposta chiama.
All'apertura del barattolo
forzando il tappo, la muffa simula un bosco
qualcuno dice libero, ben disposto
qualcuno ho paura, sono stato scoperto.
 

Where am I?

You are currently viewing the archives for dicembre, 2010 at margherita ealla.

Create blog