Crea sito

ottica del corpo vitreo

luglio 27th, 2010 § 7 comments § permalink

Von Stuck   Lucifero




*
Dal chiaro torni nell’abbaglio
al punto scuro in fondo che ti smuove
scovando sotto le liane del colore
la trama delle nuvole

Il cielo insomma dal filamento labile
quando di colpo in auge
altissimo capovolge
l’imbuto a favore delle tenebre.

*
Al principio a sé bastevole, poi preso dalle spinte
il mondo esce disposto, imprevedibile.
Serve materia allora per le storie
-servono vittime-
o l’occhio che palpa oscure fabbriche
accoppiandosi nelle gabbie dove frenetico sbatte il cielo
traghettando la terra di nessuno.
L’occhio è il tuo dio, non avrai altro avorio, ma buio.

*
Ma dal tutto
la luce come un filo di grasso
ammortizza la venuta nello spazio
non ancora a misura d’uomo.
Dico il colore un lusso estremo
Prometeo sovversivo.
Le ombre emergono, non ti curare di loro.


Heinrich Fueger   "Prometeo ruba il fuoco"

la parte per il tutto (sineddoche)

luglio 21st, 2010 § 7 comments § permalink

Pyle Howard   "The mermaid"

 

Lei mi disse: "Mi son meravigliata / di un amante

che a causa dei suoi meriti / cammina fieramente /

tra i fiori in un giardino". /

"Non ti meravigliar di ciò che vedi / – io replicai – perché /

te stessa tu hai veduto / entro uno specchio umano."  

                          Muhyî-d-Dîn ibn al-`Arabî – Tarjumân al-Ashwâq

*
ciò che rimane dopo essere rinvenuti dall’amore
tiene le esistenze sospirose come il fieno dell’estate
le mani lo stesso pervase dalla crescita dei fianchi.
Anche la luce più tardi muove lo stuzzicadenti
la città improvvisa dai gangheri.

*
ma forse è nei dettagli che il tempo si prepara
a contenere l’amore pronto a nascere.
È vero: nelle acque tutto splende
e con il passare delle ombre la morte lascia la gola
deponendo gli amanti con cura.

*
Finché non mi tocchi la luce separa le cose
traduce la foce del loro scorrere esterno, caparbio.
Ma quando mi tocchi si ferma il ventaglio
e tutto diviene nei succhi, per esempio
non c’è più distanza fra gli astri.

*
perché mi esplori
i fiori femminili diffondono il rosso dei cordami
dai bagliori, fino al labirinto.
E poi il caldo, cambiare il proprio stato fisico
seguire l’acqua nel suo cerchio, accompagnarti lungo il viottolo.

*
[passo orientale]

per il passaggio dorato dei sensi
noi due e quel ramo di sole. 

Dunque in ogni stagione si potrà tornare.
Più non distinguo infatti le mie ali dalle tue
ricordi quella scrittura che non stacca il nome?

 

 

 

non solo orali -sogni- scrivi a

luglio 14th, 2010 § 9 comments § permalink

Caspar David Friedrich "donna alla luce del tramonto"

così i tramonti
portano la luce fratturata come legna da ardere.
Il mondo si ottunde, non è solo dentro / fuori
spetta ai bagliori agitare le ombre fra gli arti dei vivi
l’occhio si spande dai tizzoni e il segnale brucia.
Di neve questa carta aiuta, ma il tutto nero sotto crepita
picchia sulle mani. In ogni buco la scrittura ruba ai cani.

*

nel mio tempo di stanotte, mentre crescevo fra parole
lontane dal ronzio che hanno i morti, quando fai finta
di non conoscerli e ti cercano atterriti di venire persi
o confusi con i rami; quanto più nei respiri
mi avvicinavo ai lupi, lo sguardo sui miei capelli avvinghiati
alla testa come a una fortezza, la brace ancora stretta
ho cacciato la lettura dalle braccia.


*

oralia

luglio 4th, 2010 § 9 comments § permalink

Fernand Khnopff    "LabbraRosse"

Prima il lieto amare, appartenendo al nome
nelle pieghe della luce, nel fischio del mattino
poi il vuoto più importuno, un rebus per il piede
e per questo amplificato come su foglio di giornale.
Scuotere le parole, gettare via il pane.

*

Che per la mia bocca sulla tua bocca incontro
il tempo che ci ha diviso, il bordo
passato nello zucchero. Da lì attraversi tutto
mentre soffio, mentre perbene invecchio.
Ma dalla tua lingua nessun segnale di arresto
altro il suono di organo fitto, di chiave nel mazzo.

*

oppure il silenzio. Perché lì non c’è ghiaccio
ma la realtà… prendi un chicco
che smuove e dibatte il confine
e cresce fra i denti come fra la neve
così le parole contadine con i favori delle lune
arano il terreno. Qualcosa di arcano. Ma il grido…
trema sul grilletto, attende nella bocca, in nero.

*

dal buio al buio la parola in una squama
il mare intimo che ingoia
anche il pesce rosso del mio tacco e, senza sforzo,
le caldane di luce alle finestre che si vogliono accostare
le bocche dove appartarsi a far l’amore
ma che in burrasche tolgono il respiro

spezza breve
la voce che sprofonda, anche il male.

 

Where am I?

You are currently viewing the archives for luglio, 2010 at margherita ealla.

Create blog