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per la cronaca in prova

giugno 26th, 2010 § 9 comments § permalink

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giugno 20th, 2010 § 13 comments § permalink

W.Blake   "Newton il geometra divino"


venire per sonno in mezzo agli anni
sorti dai brividi come orizzonti pavidi
sempre più indietro.
Tenere in testa il guscio, passato e ripassato
doppiato al fiato, di chi si specchia e abbuia.
Forse non importa se per una volta sola
hai fatto strada, con un compasso
che ingrandisce nella tasca, o se per un’inezia
la noia fa da padrona.
Perché quanto vale allora, tornare vivi
sgorgando dagli orrori
intramuscolo.

*
Poi mi dici gli sguardi che appartieni
se ai molti testimoni hanno spezzato i mondi
accaduti  come se fosse oggi
che il mare scopre più di tante volte i denti
che non è dall’universo che arrivano i barbari.


*
perché i sensi
non sono qui impilabili in una cassetta degli attrezzi
bagnati fradici tremano piuttosto, nel lucido a estinguersi
sempre più del petto, fra le felci rosse nel vaso d’osso.


*
il seghetto su un mondo compensato
mette a nudo i nervi, non già l’inconscio
le linfe che lungo il salice si torcono
le alture fragorose da cui tentare il salto


*
come in un raccogliersi rupestre le stanze dell’osso neve
pestato a più riprese dalle clave di un cuore giunto mortale.
Capita, nella durata del ghiaccio che preme, la caverna
oltre un varco teso, del sangue come un camoscio.
Un luogo fuoco, prodigio, impellente al foglio concitato.

*

giri di vite

giugno 12th, 2010 § 7 comments § permalink

A.Canova "le giocatrici di astragali"





per notti e giorni lungi dall’essere di pane
non trova più la madre
                                     poi distrutta
fin dalla tenera età immerge la foresta.
Ma anche così le resta

un braccio sulla  frattura familiare già scomposta
e a tenerla per ali con la forza:
- lasciami a prima.

Io non chiedo continuamente quanta luce hai ancora -

 

 

*
a tutt’oggi ignora i morti in aumento
attenta solo a quelli che emergono
sempre vicini.
Le tocca lacerarsi coi vivi
e dopo per tempo
se mai rimanere al mondo
senza appoggiarsi sul banco.

 

 

*

perché mi domando

l’escursione dell’albero in giri.

Qui usano pochi fregi e balconi

le case sono fazzoletti con fiori

dove le memorie in una soffiata

vanno e vengono.


 

*
sì, lui è rimasto in una striscia di mare
a cercare nuove vie di comunicazione
(in ogni libro di prose scorre a piacere).
Ecco la versione ufficiale (non priva di amore):
accende l’interruttore e, dopo le pagine.
Lei senza margine soffia, non certo per spegnerle.

 

 

*
entrambi in fiamme (riconducibili a cenere)

riavvolgono i vestiti come e più eternamente

strette sotto forma di bende
le prime parole che spuntano tenere.

 


boscosità proclive

giugno 2nd, 2010 § 11 comments § permalink

Maurice Denis




a stare dietro le montagne il margine del sole

la luce che si stacca con fatica dalle pietre.

Appena accade la vita vi aderisce

e più in basso le mani mansuete.


*

al lupo al lupo

nemmeno il vento suona il filo spinato

nella testa intanto il belato si immola, raduna

interra lo spazio, continua.


*

Nessuna faina esce dalla capigliatura

ciò che fuga la radura e lì si snoda

è in una bolla di vetro

un tanto al fiato quando rivela al convitato

un sottogola bianco

su cui il dito preme per istinto


*

Dentro il sottobosco, la lingua dei nativi al servizio

un ragno di spazio per lineette di sonno.

Vietato attraversare è il monito che tutela il suolo.

Per questo il grido in caduta libera

diventa sotterraneo. Succede anche il contrario

la bocca muove i fili dell’erbario.

 


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