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tutt’in giostra

marzo 27th, 2010 § 9 comments § permalink

Pellizza da Volpedo   "girotondo"




E che fossero vivi e di nuovo

strillassero un giro

ecco il terreno che usciva, l’arcano

il muco dell’uomo sul bordo.


Se è tempo mutando

di andare per levatrice

ecco le strisce inzuppate

tenute per mano.


Non manca un pezzo di sogno

la variazione di storia dal libro

né l’omicidio, il dilemma, la calunnia

l’iniezione di fiducia


Chi parla

di evoluzione muta sullo schermo

e la sordità che a bordo

coglie siderale.

 


la felicità

marzo 24th, 2010 § 6 comments § permalink

Fragonard

? è tensione ast ratta, non mi interessa

 


"gô fam /grata al scagn / al scagn l’e dur /grata al mur

 al mur l’e fat /grata al rat / al rat al côr /grata l’amor / …" *

…..


*

felicità poi non vuole dire essere felice

maniglie su porte altro dibattute, con questo

nessuna cicatrice.



*

nemmeno tanto rosee le giornate né discrete

ma, data la fame, beccandole si cresce. No

non c’è un sacco di grano nelle crepe.



*

oh, sì

di pillole in briciole molteplice.

 

*

essì felice, nel rovesciato blocco della matrice

la presa nera delle formiche.


 

* quando si dice la filastrocca di una nonna

grata = gratta, ma anche ruba

fat = insipido

côr = corre, ma particolarmente bello accostato ad amor

marzo 19th, 2010 § 0 comments § permalink

 su neobar

grazie moltissimo Abele.

a

marzo 13th, 2010 § 12 comments § permalink

hokusai

*

Le mie gambe

non hai mai fermato niente

di così immerso nelle forme

da smezzare il sangue.


*


prima di portarti dentro e partorire

viene il cielo che scuote le persiane con un paio di leccate

altissime qui le soleggiate, i codici a sudare.

Gli alberi si alzano dal mare, zampillano le foglie

di minuscole conchiglie

c’è ancora tempo per diventare indenne

quando le donne spinte dai giardini

traversano l’ombelico entrando nei suoni.


*

giunto in me e poi diviso

dopo, nel ritorno

l’insostenibile metà del palmo.

*

 


probabilità di muta

marzo 7th, 2010 § 9 comments § permalink

bestiario: colombe

‘Ignoriamo il senso del drago, come ignoriamo il senso dell’universo; ma c’è qualcosa, nella sua immagine, che si accorda con l’immaginazione degli uomini.  E così, il drago compare in epoche e latitudini diverse.  È, per così dire, un mostro necessario.’  (J.L. Borges)


 

Sembra che al nonno non mancasse il senso dell’umorismo

e dentro il suo recinto, dando un calcio, riuscisse a liberare

non metterò l’occhiale per distinguere da me quale animale.


*


La luna stesa e i monti ceste da bucato

nulla più di un quadro lucido sull’impiantito

ecco l’intreccio di stanotte

far combaciare la proliferazione delle creste

con un tempo calcolabile, la variante instabile

che trasforma l’attesa in astrazione

da qui in un cane.

Altre bestie in poi, per via morale.


*


la notte allarga gli occhi

e il buio entra nei pozzi sotto pelle.

Facile sentirsi un riflesso delle stelle

anche le stalle producono l’ascesi delle mucche

basta ci siano tette e latte

oh che categorie teoretiche

new age.


*

Da che sei vivo il gesto leggero colma le pareti

e fiori agitati scendono lo stomaco. C’è una foresta d’angolo

il mignolo si aggrappa all’albero, tu riponi l’ala incomodo.


*


gli occhi zincano i catini

e le ciglia come tanti uccellini

beccano le gocce.

Fuori le scorze, un mondo a sorte e se va male

nuvolo di parte.


*


rondinelle covano le gambe

l’amore spinge a schiuderle da sempre.

È tempo di liquefare il sangue.


*


il maschio dominante?

Più tardi leggendogli le vene

vedi il filo caldo che le lega al polso.

Per non spaventarlo giri il volto.


*


A prenderlo sul serio apri il corpo

l’amore tradotto: un cucciolo nel tutto.

*


 

marzo 2nd, 2010 § 7 comments § permalink

Klee

[Il titolo è in fondo]


Silenzio, iI trompe l’oeil di suono

dal padiglione umano di ogni bellezza che vibra.

Ogni parola è insicura, trema di viola

e reggendosi alla lingua magnifica e progressiva apre la bocca

condizionata alla staffa di una realtà sconnessa .


*


‘dì il nome, che fai sulla porta?’

in men che non si dica l’imposta

spiattella l’intruso di labbra

‘una parola alla cosa puoi darla’

L’apparenza (già salva) modella.


*


del penetrante che passa sopra il porfido di lago

cogli la roccia e il cielo, la pagina dal biancore di cigno

quando arruffa l’ala.

Il suo verso arriva, rimesta la scrittura

nell’acqua il pennino di una vela.

Fin qui la vista navigabile, di là

l’anatroccolo linguaggio muta un bel cantabile.


*

‘ssst, una rissa di sillabe?’

Certo, se un lacché di formule marca stretto

l’accento è un piccolo trucco per una variazione di rilievo


[del punto bavaglio zero...]

 


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