Crea sito

la luna in altro tondo

febbraio 25th, 2010 § 9 comments § permalink

Mele tutte le lune

le pupille che si allargano.

Il fondo morsicalo.

*

casta diva [torsolo]


*

Non in volte nude o di sesso asciutto (un paradosso)

sei inafferrabile, né appesa alla campana delle stelle

ma dentro il tatuaggio delle cellule


fra le membrane lo scambio per passare

(addirittura amore), liquidi bianchi bui

luminescenze


tra.


*


l’orizzonte arcuato

e dentro la scodella della luna

fame di tutti i mirtilli della notte.

Intanto punge un capezzolo di latte

e la nenia gira fino in fondo alla collina

doppiando l’ovale della palpebra. È tempo

che il bosco manca quando può avere inizio

quando il muschio genera su un corpo aperto ° morto.

 


involucri 3X2

febbraio 21st, 2010 § 11 comments § permalink

Bruegel "scimmie incatenate"




Di che mi afferra dentro la gabbia


da che i movimenti sulla sbarra

correndo dietro ai corpi celesti

non hanno equinozi


mimano le ogive dei proiettili

al minimo i lacci.


*

le notti dormono accanto

con quel minimo dispendio che occorre

per tirare le coperte


e sotto un paio di mimetiche

le sabbie del sonno entrano negli occhi.

Fra respiri frusti la tenda in voluta coi soffitti.


*


Ti fermi fra le sue gambe come fra le cose

forse anche pensi alle trappole posate

da bambino.


Niente di nuovo, il nocciolo tiene prigioniero

come il filo di acciaio, lo sguardo anche

l’obiettivo.

*

bruco dopo la pioggia

febbraio 16th, 2010 § 9 comments § permalink

Hiroshige – Van Gogh

un apparire di pioggia dilavante sequenze

il mondo emerge da una città di foglie

                                         e mentre soffia

ti spegne nell’orecchio il cerino d’acqua.


Quello che prendi scappa allo stesso modo

il nulla è chiaro

                            buio nel giro di un segno

con la sua goccia zero, di stravento uno.


*


(allora qualcuno spaccato dal buio

non riesce a mettere insieme un qualche contrasto

rimane trasparente nel mazzo, sortito in luogo di vetro)


*


Il movimento che in sbieco buca la mano

è quello di un raggio mattutino

quando cadute le stelle

si continua a fiorire di luce naturale.

E in via delle parole anche l’avvenire

risulta completamente ispirato .

Chi pensa allo scoppio chi a un petalo bruco.



anche

febbraio 10th, 2010 § 10 comments § permalink

hortus conclusus




Mi pensi segreti, ben lungi negli orti conclusi

e sono labirinti, veri e proprio analgesici

che nemmeno conosco.

Anche se mi sovvertissero

con il sonno di un luogo marittimo

rimane l’ampiezza del gesto

del bacio pretesto che si fa giorno.


*


oggi d’accordo

niente si va spegnendo

l’amore come un bonzo

il sole dentro un vocabolo.

A un certo punto d’esilio

braccia colorate che stingono.


*


l’amore sotto controllo?

Poco per l’orgoglio di una donna che oscilla

di sangue raccolto nella lanterna.

C’è più di una terra sorretta agli anelli della colonna

anche ritorna l’erba presa da fiamma.


*


Anche la pioggia.

Cadere e poi crescere nell’aria compressa

è più di un enigma.  Concentra

i capelli raccolti proprio dove la foglia della nuca si innerva

dove la coccinella è una lingua che pulsa.


fiocchi (per certi versi sbiocchi)

febbraio 5th, 2010 § 12 comments § permalink

Hokusai "vecchia tigre nella neve"

*

spogliandosi al gesto forse abbandona

l’atarassia frusciata: bocca-parola

sulle strade fiocchi lucertole in attesa di sole

l’ugola sgocciola stalattite sottile.


*


E dappertutto felci di neve

la guancia che insegue un’istantanea di volpe.

È proprio della morte attirarti in un luogo mimetico

ovvio, il bianco è ipotetico.

*

sui tetti azzimi salgono ombre

il linguaggio si accorge che il tempo muta

fioca la città confusa, nella bocca

fiocca girata sottosopra.

*


 

iperspazi tronchi

febbraio 1st, 2010 § 6 comments § permalink

Klimt "la fattoria delle betulle"


Venendo dal bel tempo trovo la confidenza delle betulle d’angolo

e sotto il tavolo i ceppi usati a mo’ di sedie

qualcuno smezzato dalla scure, annerito dal sangue di maiale

o conteggiato nelle economie del bosco.

‘È un privilegio avere adesso mobili di legno massello’

e forse intende il letto del nonno, come me

entrare in quel fiume d’albero, crescere di ogni suo anello.


*

vedo prima la figura di mio padre

non rimane fra le righe, anzi esce equidistante

mia madre invece arriva ovunque

anche ti accende, ma lei non sa curare il legno

fino al punto che è maturo, non scopre le finestre

e nemmeno le mie dritte. Quest’uomo senza tante chiacchiere

nella sua camicia a righe con un po’ di fibra mi appartiene.

portacandele sec. XVIII


Sulla porta la maglia larga di un sorriso

fuori turbina l’avviso di acqua mista a neve

tanto le montagne si attraggono sbrigativamente

entrare, sprofondando al verde

di tronchetti e palme o alle fiamme

ognuno al proprio altare. La felicità

un golem, alimentato embrione

di pesce rosso, boccia di vetro il petto.

 


Where am I?

You are currently viewing the archives for febbraio, 2010 at margherita ealla.

Create blog